“DRAMEC”, progetti per il 2018

DRAMEC” non è un anglicismo, non è una parola inventata e non è neppure un insulto in antico ostrogoto. In realtà è molto meno: è cioè il consueto acronimo con cui rivelare il titolo di un’opera senza rivelarlo davvero… Alle cose bisogna però pur dare un nome, altrimenti come si fa a parlarne?

Ed io di questa cosa devo parlarvi, perché “DRAMEC” è il mio progetto per il 2018, il libro a cui sto lavorando, ed anche il prossimo che pubblicherò. Cioè una raccolta di racconti fantasy.

Perché questo libro

Ora, se siete soliti passare da questo blog oppure mi conoscete di persona, penso vi stiate già chiedendo: «Perché “DRAMEC” e non “Gli elfi del Neimaràn (II)”»? Le ragioni sono tante. Da una parte vedo che gli altri scrittori fantasy ultimamente non fanno altro che aprire progetti su progetti; e poiché la vita è sì lunga, ma la voglia di inventare e raccontare lo è certo molto di più, pure io mi accodo, con questo nuovo libro. Non ho poi eccessiva fretta di finire la saga del Neimaràn (mi sono affezionato), allora al posto che sbrodolarla o scriverla senza cura, prendo tempo, ci lavoro bene ed intanto scrivo e pubblico anche altro (badate però che il volume II è già quasi pronto!).

Ma soprattutto c’è il fatto che ho davvero tante storie brevi che mi frullano come stormi di quaglie nella testa e mi sembra sciocco non scriverle e non pubblicarne alcune adesso che l’ispirazione è forte. Spero infatti che così facendo da questo bel flirt con i racconti nasca un amore che duri, cioè che questa raccolta sia la prima e non l’ultima.

Come il mese di marzo

I racconti di “DRAMEC” saranno trentuno. Trentuno come i giorni di un mese. E non di un mese qualsiasi, ma come quelli del mistico marzo! Sì, marzo, perché i racconti di “DRAMEC” saranno un po’ crudi e invernali ed un po’ radiosi e primaverili, proprio come questo periodo di passaggio tra una stagione e l’altra.

Saranno poi storie intrecciate tra loro, cioè con temi, personaggi, ambientazioni e narratori ricorrenti, in modo da dare unità alla raccolta. Infine saranno testi selezionati su un gruppo più ampio, in modo che a finire nel libro non soltanto siano i migliori tra quelli che ho scritto, ma che questi siano anche tutti affini tra loro, adatti a starsene uno di fianco all’altro come bizzarre bottiglie alcoliche nel vano bar di un intenditore.

No questo, no quello

Nella raccolta ho deciso che non metterò storie orientaleggianti. E poi niente storie con tecnologia post-rinascimentale: archibugi sì, moschetti no. Nessun protagonista bambino-preadolescente-adolescente, così che anche gli adulti li possano leggere volentieri. E a parte qualche strizzatina d’occhio all’horror e al racconto storico, nessun vero sconfinamento di genere.

Pur con tutti questi vincoli vi accorgerete però che la varietà sarà comunque davvero molta!

Quest’anno per me sarà dunque l’anno di “DRAMEC”, un anno impegnativo, in un certo senso rischioso, ma anche pieno di tante speranze. Voi, invece: quali sono i vostri progetti? Cosa vi terrà vivi e impegnati in questo 2018 appena iniziato?

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