Aspettando ancora GEDN 1

In questa data Gli elfi del Neimaràn (I) sarebbe già dovuto essere in vendita. Ma ho chiesto al disegnatore dei ritocchi alla copertina e così essa è di nuovo in lavorazione. Oggi allora ne approfitto per presentarvi il libro ancora un po’. Siccome però il confine tra presentare un romanzo e farvi perdere ogni interesse per esso è sottile, neppure questa volta dirò molto.

Vi ho già parlato dei protagonisti di GEDN, oggi quindi vi parlerò della storia. Ed essa si può riassumere in cinque parole: gli elfi si stanno corrompendo. E ciò a causa di un fatto avvenuto ottant’anni prima dell’inizio del romanzo…

Antefatto

Infuriava la Guerra Continentale tra i quattro regni umani ed il popolo elfico; l’antica capitale elfica Iltaràt era ormai caduta e la loro regina Mittìlnien fuggiva verso la fortezza di Poitnàs, attraversando le paludi del Lakàdan. Le Guardie Scelte la circondavano, ma la fuga era concitata, il nemico molto vicino. Nessuno poté quindi impedire che l’incidente avvenisse: l’Amuleto della fata Itnàl venne strappato dal petto di Mittìlnien da un mostriciattolo delle paludi, che balzò fuori dal fango e poi vi si rinfilò portando il sacro monile con sé. La regina e la sua scorta non poterono fermarsi, per non venir massacrati dal nemico, e così l’Amuleto andò perduto.

Senza la fata il popolo si trovò solo, abbandonato, esposto all’Oscurità.

Ottant’anni dopo

Ottant’anni sono trascorsi da quel giorno, la guerra è finita, e l’Amuleto non è stato ancora ritrovato. Gli elfi hanno ormai perso gran parte del loro vastissimo dominio che si estendeva un tempo dalle coste dell’Oceano Sconfinato del Nord a quelle meridionali dell’Oceano Tracontìnico. E sono rimasti in pochi dopo i massacri di quella che fu una sistematica guerra genocida.

Gli elfi vivono ora nel Neimaràn, il nuovo regno edificato tra le aguzze catene montuose settentrionali e cinto da imponenti valli artificiali. Al suo interno sono nati movimenti militaristi che progettano vendetta contro la razza umana e che hanno isolato la pacifica regina Mittìlnien nel suo bel palazzo di Dul Dilnàt, la nuova capitale. Inoltre una malattia ha iniziato a diffondersi tra la razza incorruttibile, una malattia che spezza lo spirito mentre il corpo continua a vivere: gli elfi che la contraggono sono detti dormienti.

Tragici ed impietosi sono stati dunque quegli ultimi ottant’anni, ma qualcosa sta forse per cambiare: la fata Itnàl ha infatti trovato finalmente il modo di comparire a Mittìlnien, sua regina ed evocatrice. È una notte di fine inverno (uirtièn) e Mittìlnien si ritrova trasportata in visione dalla parte opposta del continente, tra antichi canyon, davanti ad un’imponente fortezza di grezze pietre nere. Il portale della fortezza si spalanca ed Itnàl appare al centro di una vasta sala immersa nell’ombra; è ormai morente, la sua luce fioca, ma nel poco tempo in cui riesce a mantenere il contatto rivela alla regina cosa deve fare per poterla salvare e cambiare così le sorti del popolo elfico.

Immagine e sottotitolo

Non sono andato molto più in là del prologo nel rivelarvi i fatti, ma credo già si intuisca una parte della trama. Quando poi leggerete il sottotitolo del romanzo (perché Gli elfi del Neimaràn è quello della saga) capirete ancora di più.

Un’ultima cosa, circa l’immagine in evidenza. Forse alcuni di voi la conosceranno, si tratta infatti della copertina dell’album musicale The geese and the ghost, di Anthony Phillips. E si trova in questo articolo perché di essa mio padre e mia zia fecero due quadri, che adornano da decenni la casa dei miei genitori. Quell’immagine è stata la mia principale fonte d’ispirazione per l’invenzione del personaggio della fata Itnàl, la quale è il cardine di GEDN 1 ed è il soggetto che troverete sulla sua copertina, nonché la causa di questo ritardo nella pubblicazione…

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