4 errori da evitare in una descrizione fantasy

C’è un’opinione diffusa secondo cui il fantasy è noioso, e ciò a causa delle sue continue descrizioni. Ora, se le descrizioni sono un elemento essenziale per questo genere letterario più che per ogni altro, in quanto esso racconta storie che si spingono al di là dell’ordinario, del naturale, ed il più delle volte si svolgono in un mondo che non è il nostro, che cosa si può fare per sanarlo da tale male congenito?

Beh, forse il vero problema non sta nella frequenza delle descrizioni, ma deriva solo dal fatto che tale abbondanza rende più evidenti e fastidiosi certi errori: li moltiplica. E quattro sono i grandi errori che si possono commettere in una descrizione, ed ora li vedremo, insieme alle soluzioni che io ho adottato per evitarli.

Primo, il pessimo tempismo

Con pessimo tempismo intendo l’offrire al lettore la descrizione nel momento sbagliato, cioè, anzitutto, troppo tardi. Io sono un lettore “pigro”, quindi non mi piace molto leggere libri in cui sono costretto a faticare per immaginarmi le ambientazioni, perché le descrizioni mancano; ma è ancor peggio quando le informazioni ci sono man non vengono date nel momento esatto in cui ne ho bisogno, perché in quel caso la mia mente prima si trova obbligata a creare un’ambientazione per rappresentare i fatti di cui il libro narra, e poi, quando arriva la descrizione vera e propria, è costretto a fare un secondo sforzo per immaginarsi tutto da capo secondo quel che voleva l’autore…

Quindi per evitare che i lettori-simili-a-me, scocciati, ignorino del tutto le elaborate, immaginifiche e sudate descrizioni sulle quali l’autore si è magari rovinato molte digestioni, si deve fare in modo che essi si trovino a leggerle nel momento esatto in cui ne hanno bisogno. Non vanno perciò fornite troppo tardi. Anzi: non vanno inserite a caso! Perché è così che spesso accade, ed il motivo è presto detto: nella bozza in genere le descrizioni si scrivono “quando vengono”; e che poi rimangano lì anche nella versione definitiva del testo non è affatto assurdo. Invece, dopo la prima stesura, sarebbe bene ripensare alla collocazione di ciascuna di esse.

Secondo, la banalità

Per descrizione banale non intendo una descrizione fatta male (ché sarebbe una banalità da dire), bensì la descrizione di un oggetto che non merita di essere descritto. In un mondo fantasy non tutto è “fantastico”; ciò che è ordinario non è quindi sempre il caso di descriverlo. Per fare un esempio: una via di case senza importanza per la storia è soltanto una via di case, e se non ha qualcosa di particolare in sé (magari architettura o disposizione originali), non è necessario attirare troppo l’attenzione del lettore su di essa. Perché qui il rischio non è tanto di annoiare, ma di far perdere l’incanto. Credo quindi che vadano sottolineate con una descrizione soltanto le cose che davvero lo meritano.

Terzo, la prolissità

Questa è l’accusa principale rivolta alle descrizioni fantasy: sono troppo lunghe! Esiste un errore che viene chiamato infodump, il quale consiste nel fornire al lettore (attraverso il “narratore”, in genere) troppe informazioni tutte insieme, molte delle quali inutili. Quella dell’utilità in narrativa è però una questione piuttosto opinabile, in quanto dipende un po’ dall’approccio del lettore alla storia: per coloro che si appassionano al romanzo, certi modi di descrivere fatti personaggi e ambientazioni, più che “narrativamente efficaci” possono essere ritenuti sbrigativi, asciutti; per altri, invece, che non sentono lo stesso feeling con quel libro e perciò hanno un po’ fretta di arrivare al dunque e quindi passare ad altre letture, ogni informazione irrilevante è del tutto intollerabile… e merita la gogna. Alla luce di ciò, ritengo quindi che ci sia vero infodump solo quando l’eccesso di informazioni sia tale da risultare palese a tutti, al di là dei gusti personali.

Poiché però non si scrive solo per gli appassionati, né si può pretendere che il libro tolga il sonno a tutti, io credo che una buona descrizione raramente debba essere troppo lunga e ramificata. Le informazioni in più sulle cose caratteristiche del mondo inventato le si possono mettere in appendice (o altrove) se si ritiene saggio fornirle, ma non è bene inserirle nel corpo del testo, perché così si perde di vista l’intento narrativo del libro: un normale romanzo dovrebbe infatti bilanciare dialoghi azioni e descrizioni.

Quarto, l’opacità

Una descrizione che non brilla, che non affascina lo stesso scrittore, non è una buona descrizione. E a prima vista potrebbe sembrare che l’opacità di certune di esse derivi dalla pigrizia. Tuttavia io non credo molto in questa spiegazione: spesso si prende infatti per pigrizia anche ciò che non lo è. Nel nostro caso penso che se uno non si metta all’opera per perfezionare una descrizione, molte volte sia perché non crede nelle proprie capacità.

Immaginate però, a mo’ di allegoria, un rabdomante con la sua bacchetta biforcuta. Cosa fa questi? Cammina, finché quella sua bacchetta non vibra, rivelandogli che c’è dell’acqua sotto la terra che sta calpestando. E allora inizia a scavare, convinto che troverà l’acqua anche se con i suoi occhi non l’ha ancora vista. Ora, lo scrittore è come un rabdomante. C’è stato infatti un momento, prima di iniziare a scrivere, in cui ha sentito vibrare qualcosa, ha scoperto di avere tra le mani un romanzo da scrivere. Quando? Forse persino prima della celeberrima “idea”; oserei dire che ciò è avvenuto (certo, potenzialmente) nel momento stesso in cui gli è nato il fascino inappagabile verso le tematiche del fantasy. E se ciò è accaduto, se quel fascino è nato, non può certo ora fermarsi all’insuccesso delle sue descrizioni opache. No, deve lavorare senza tregua sulle sue immagini, perché infondo sa benissimo cosa vuole ottenere! E se lo sa, è pure in grado di produrlo.

Conclusioni

Che dite? Siete d’accordo con me? Spero di sì, perché infondo questo articolo era soprattutto un’apologia del nostro amato fantasy, nel quale più che in altri generi è facile sbagliare nella gestione delle descrizioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *