Aspettando “Gli elfi del Neimaràn (I)”

Ormai è questione di settimane ed il mio Gli elfi del Neimaràn (I) sarà in vendita. Non riesco a darvi una data precisa, perché essa non dipende da me: la copertina è ancora nelle mani del grafico (ma ho visto la bozza, e promette bene); poi il testo finirà nelle mani di chi me lo dovrà trasformare in ebook, e così altro tempo passerà. Quindi la data d’uscita resta un enigma pure per il sottoscritto.

In ogni caso è giunto il momento di fare anticipazioni, di dire un po’ perché secondo me non fareste male ad investire quei pochi euro (ed un bel po’ del vostro tempo, visto che il testo conta quasi un milione di battute) su questo romanzo.

Perché dovreste leggere “GEDN (I)”?

Perché il libro parla di elfi. Sì, quelli che potete vedere nell’immagine in evidenza… Ops, no non quelli! Lì raffigurati ci sono in realtà gli antichi dèi d’Irlanda. Non ho commesso però un errore: è che essi sono quanto di più bello abbia trovato in rete, intanto che non dispongo della mia copertina.

Comunque, il libro parla di elfi. E non è forse già questo un buon motivo per leggerlo? Sì, certo, ci sono tante storie di elfi, davvero tante. Eppure, dico io, non ce ne sono abbastanza! Gli elfi sono un’invenzione troppo affascinante della mitologia norrena, perché quelle dozzine di romanzi in circolazione che ne parlano possano davvero vantarsi di aver esaurito in voi il fascino e la curiosità verso la Razza Incorruttibile. Tanto più che non troverete due saghe fantasy in cui gli elfi sono identici tra loro!

Se la mia affermazione vi lascia perplessi, ricorro allora ad un’argomentazione di tipo indiretto. Pensate all’analogo caso di The Walking Dead, la celebre serie tv: essa arriva a raccontare al mondo una storia di zombi dopo decine di storie sugli zombie, le quali hanno esplorato l’affascinante argomento del mondo post-apocalittico abitato dai morti viventi in ogni minimo dettaglio… The Walking Dead, ecco, arriva dopo tutto questo, con nulla di davvero nuovo e fa il boom di ascolti. E meritati ascolti, aggiungerei. Come lo spiegate? Io anzitutto con il fatto che il fascino verso quel tipo di mondo post-apocalittico in realtà nessuna storia già raccontata era riuscita a spegnerlo, a soddisfarlo; TWD ha semplicemente cercato di superare tutte le precedenti, senza particolari originalità ma con degli ottimi personaggi.

Ora io non so se leggendo il mio GEDN (I) ve ne innamorerete, però sono certo che, pur notando il suo legame con tutti i libri affini venuti prima di lui, in poche pagine riuscirà a non farvi pensare ad essi, ma ad attirare l’attenzione solo su di sé. GEDN (I) io l’ho scritto cercando di non dar nulla per scontato, quindi i miei elfi saranno in parte diversi da quelli di Tolkien: saranno gli elfi del Neimaràn, condizionati dalla loro storia, dalla loro natura, dalla loro “concezione del mondo”.

Punti di forza?

La prima forza del libro secondo me è la sua atmosfera. GEDN è nato da un’immagine: quella di una città, la capitale del Neimaràn. Quella città era fatta in un certo modo, costruita in un certo luogo, e suscitava in me determinate emozioni, creava cioè una certa atmosfera. Intorno a quella città e a quel suo “clima” ho costruito tutto, cercando di restarle fedele. Ancora oggi, che ci lavoro ormai da più di due anni, faccio fatica a distaccarmi da questi libri e da questa saga, perché la loro atmosfera continua a piacermi e a ricatturarmi.

La seconda forza del libro sono i personaggi. I protagonisti, ve lo garantisco, sono tutta gente con cui la maggior parte di voi se potesse stringerebbe amicizia: io ho cercato personalità che mi stessero davvero simpatiche e non tutte uguali tra loro. Questo poi è un high fantasy, e quindi i buoni sono buoni ed i cattivi cattivi. La cosa potrebbe farvi pensare alla prevedibilità ed a scene stucchevoli. Vero, e l’high fantasy spesso è anche questo. Ma nella sua natura più genuina esso è un’esplorazione di situazioni ideali, utopiche, trasognanti: è un tipo di narrazione ambientata in mondi dove i buoni sono davvero buoni ed i cattivi gente solo da evitare, combattere, sconfiggere. L’high fantasy è il sogno di un mondo moralmente più semplice, reso vivo in un libro.

La terza forza del libro sono le cose originali che contiene. Più leggo fantasy e più mi accorgo di quante cose che credevo originali in realtà le avessero già scritte altri. Però qualcosa di mio al 100% sono sicuro di averlo comunque inventato, qualcosa di ancora non scritto! GEDN è infatti uno di quegli high fantasy che oltre agli elementi tolkeniani (quelli presi dalla mitologia norrena) attinge anche da altre culture e mitologie antiche, quindi vi potete rendere conto che i mix possibili possono essere davvero molti, e spazio per l’originalità c’è sempre.

E qual è la storia?

Beh, della storia di GEDN (I) voglio parlarvene un’altra volta. Quindi per ora, cari visitatori, vi saluto

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